Parole di Vita

Associazione Biblica Culturale

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 Gesù disse loro: «Voi tutti sarete scandalizzati perché è scritto: "Io percoterò il pastore e le pecore saranno disperse". Ma dopo che sarò risuscitato, vi precederò in Galilea». 

Allora Pietro gli disse: «Quand'anche tutti fossero scandalizzati, io però non lo sarò!» 

Gesù gli disse: «In verità ti dico che tu, oggi, in questa stessa notte, prima che il gallo abbia cantato due volte, mi rinnegherai tre volte». 

Ma egli diceva più fermamente ancora: «Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò».

        Lo stesso dicevano pure tutti gli altri.                      (Marco 14: 27-31) 


Nella prima parte di questa pericope, notiamo come i discepoli non hanno chiaro quali siano i loro limiti spirituali. Sono come dei ragazzi adolescenti che per l’entusiasmo del momento dicono cose che non potranno mantenere.

Così anche nelle chiese possiamo trovare tanti credenti sinceri, ma con un livello spirituale da adolescenti. Per tale motivo è preferibile non dichiarare o vantarsi di fatti od azioni che non si potranno mantenere, quando si presenterà l’occasione. Io definirei il livello dei discepoli paragonabile a bambini nello spirito, nonostante i tre anni trascorsi col Maestro, i miracoli di cui sono stati testimoni e dei miracoli da loro stessi operati alle persone. È evidente che un dono dello spirito non ci qualifica come uomini e donne  profondi nello spirito e nelle cose del Signore.

Il Signor Gesù stesso in una delle sua prediche avvertiva che alcuni pur avendo fatto molti miracoli e liberazioni alle persone, non erano ritenute degne di stare con Lui per l’eternità. Matteo 7:21 «Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 22 Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demoni e fatto in nome tuo molte opere potenti?" 23 Allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!".

Ma torniamo alla nostra riflessione. Marco 14:32 Poi giunsero in un podere detto Getsemani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedete qui finché io abbia pregato». 33 Gesù prese con sé Pietro, Giacomo, Giovanni e cominciò a essere spaventato e angosciato. 34 E disse loro: «L'anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate».

Non ho mai sentito parlare Gesù in questi termini, Egli non ha mai parlato della morte come qualcosa che lo potesse riguardare. Colui  che  è la luce, la vita non si era mai preoccupato delle tenebre ne della morte. Le sue prediche e i suoi miracoli inneggiavano la vita. Per la prima volta Gesù sperimenta la tristezza mortale. Percepisce in se, che la grazia, la protezione, la benedizione del Padre si stava lentamente ed inesorabilmente allontanando da LUI. Nella sua esistenza terrena, non aveva mai conosciuto una sofferenza simile. La sua santità e il suo essere senza peccato, gli aveva donato una posizione privilegiata nella gioia, nella pace.

  35 Andato un po' più avanti, si gettò a terra; e pregava che, se fosse possibile, quell'ora passasse oltre da lui. 36 Diceva: «Abbà, Padre! Ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però, non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi». 37 Poi venne, li trovò che dormivano e disse a Pietro: «Simone! Dormi? Non sei stato capace di vegliare un'ora sola?  38 Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole». 39 Di nuovo andò e pregò, dicendo le medesime parole. 40 E, tornato di nuovo, li trovò che dormivano perché gli occhi loro erano appesantiti; e non sapevano che rispondergli. 

Ora non si sente più la voce dal cielo che dice “ Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto”. Il contatto col Padre era così speciale e forte, da farsi sentire da tutti coloro che assistettero al suo battesimo da  Giovanni Battista.

Il silenzio adesso invece è tombale. È l’unica preghiera, fatta da Gesù, che  Dio Padre non gli esaudisce, gli manda solo un angelo per aiutarlo.  Luca 22:43 Allora gli apparve un angelo dal cielo per rafforzarlo.

La sua luce e la sua vita, stanno diventando tenebre e morte, la non reazione da parte dei discepoli per tre volte chiesta, diviene certezza del momento raggiunto, quasi possiamo affermare che Dio gli risponde indirettamente attraverso il sonno di Pietro e gli altri. Il Padre non può più comunicare con il Figlio, c’è un’interruzione. Le tenebre piano piano stanno avvolgendo Gesù, il peso dei peccati dell’umanità e le relative maledizioni, lo rendono vulnerabile e scoperto, non ha più l’immunità (volendo usare un termine attuale).

 

 Marco 14:41 Venne la terza volta e disse loro: «Dormite pure, ormai, e riposatevi! Basta! L'ora è venuta: ecco, il Figlio dell'uomo è consegnato nelle mani dei peccatori. 42 Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce è vicino».

Si è ormai reso conto che l’ora, il motivo per cui era venuto al mondo  e che insieme al Padre aveva pianificato, si stava materializzando in quel momento. Lui senza peccato prendeva i peccati del mondo, Lui che è luce doveva ricoprirsi di tenebre e morte.

Molti quando leggono che il Signore ha sudato sangue, interpretano come una paura effettiva del morire, paragonandola a quella stessa dell’uomo, ma non considerano che Colui che ha minimizzato la morte naturale, relegandola ad un momento, un passaggio temporaneo e che ha sottolineato l’importanza di non peccare  per non essere distaccati da Dio, potesse avere come unica preoccupazione la separazione dalla santità di Dio Padre.

Il nemico l’avrebbe portato in casa sua (soggiorno dei morti), credendolo vinto e soggiogato, dove la luce del Padre, quindi il suo aiuto non sarebbero mai arrivati. Il diavolo credeva che Gesù sarebbe rimasto intrappolato e preda della rete dei peccati presi, per l’eternità. Ma aveva dimenticato un particolare, che la morte è il giusto salario di chi commette peccato. Per questa ragione non essendo Gesù l’autore materiale dei peccati, non poteva ricevere la morte, anzi non lo ha potuto imprigionare e ne trattenere, attestando in quella situazione l’incapacità della morte di regnare su Gesù e allo stesso tempo il Signore conquista un luogo dove il nemico era sicuro di non poter essere spodestato.

Salmo 139:7 Dove potrei andarmene lontano dal tuo Spirito,
dove fuggirò dalla tua presenza?
8 Se salgo in cielo tu vi sei;
se scendo nel soggiorno dei morti,
eccoti là.

Profeticamente Davide aveva già visto la vittoria del Signore sulle tenebre. La luce ha vinto le tenebre, è questa la nostra certezza in Gesù. È questo il messaggio che noi credenti siamo chiamati a comunicare al mondo, questa è la Pasqua. Vinciamo le tenebre che ancora vivono in noi con la luce di Gesù. Il Signore benedica tutti coloro che fanno rivivere con la Parola, Gesù nei loro cuori.

 

 

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