Parole di Vita

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Voi non avete ancora resistito fino al sangue,

                  lottando contro il peccato”        (Eb. 12:4)

 

 

  1)    Perché dovrei lottare?

  2)    Che cosa è peccato?

  3)    Cosa significa resistere contro il peccato fino al sangue?

  4)    Vedere il peccato.

  5)    Avere gli occhi di Dio.

  6)    Il peccato è subdolo.

  7)    Il peccato non è fuori di noi.

  8)    Il peccato non è una montagna da scalare.

  9)    Peccare o non peccare è una scelta della nostra volontà.

10)   Effetti collaterali..


 1.   Perché dovrei lottare? “Voi non avete ancora resistito fino al sangue, lottando contro il peccato”, ma perché dovrei farlo? Se sono in pericolo di vita, come qualcuno appeso a una rupe rocciosa e la mia sopravvivenza dipendesse solo dalla presa delle mie mani e dalla forza che io mettessi per rimanere arrampicato, allora sarebbe giustificata la mia lotta fino a far uscire sangue dalle dita, contro la caduta e di conseguenza  contro la morte. Se mi trovassi in un posto, dove per continuare il mio percorso, mi devo scontrare contro il mio nemico, anzi il mio acerrimo nemico, il quale non solo, non vuole farmi passare e andare avanti, ma vorrebbe uccidermi completamente, allora la mia reazione non sarebbe: “scusi mi fa passare”. Il mio nemico che è anche il tuo, vuole impedirci di raggiungere la meta, l’obiettivo che il Signore ha dato ad ognuno di noi suoi seguici. Dobbiamo avere una buona motivazione per respingere il male seriamente, con la certezza della vittoria nella battaglia contro il peccato, ma non avremo la determinazione giusta per lottare con tutte le nostre forze, se il nostro avversario noi lo vedremo gentile, affettuoso e desiderabile.

Davide nel Salmo 139:20-22  (Essi parlano contro di te malvagiamente; i tuoi nemici si servono del tuo nome per sostenere la menzogna. 21 SIGNORE, non odio forse quelli che ti odiano? E non detesto quelli che insorgono contro di te? 22 Io li odio di un odio perfetto; li considero miei nemici).

Se non odio il male, le tenebre il peccato e tutto ciò che esso comporta, di un odio perfetto, la mia battaglia avrà un esito scontato, cioè: “SCONFITTA”.

Lottare fino al sangue per qualcosa di cui ho solo una vaga idea e forse una sterile concezione dell’essere cristiano, mi sembra un po’ esagerato, impegnarsi così tanto. Perché dunque l’autore di Ebrei (che personalmente identifico con lo spirito dall’Apostolo Paolo) dichiara e ammonisce i credenti che non lo fanno?

Vogliamo quindi comprendere il motivo che ci spinge o dovrebbe spingerci ad avere un tale atteggiamento di combattente e un rigetto totale del peccato.

 I.        Io credo nella salvezza in Gesù per mezzo della croce e del sangue che ha versato per i nostri peccati. Io ho creduto, mi sono convertito, ho cambiato la direzione della mia vita basandola sui principi della Parola di Dio.

Rom. 5:1-2  (Giustificati dunque per la fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo; 2 per suo mezzo abbiamo anche ottenuto, mediante la fede, di accedere a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio.)   

Ho un’identità in Cristo. Sono un figlio di Dio come è scritto in Giovanni 1:11-13  (È venuto in casa sua e i suoi non l'hanno ricevuto; 12 ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, 13 i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d'uomo, ma sono nati da Dio).

 II.        Salvezza che mi da il diritto in Gesù di stare alla presenza di Dio e abitare nella Gerusalemme celeste. Sono cittadino del Regno di Dio sono parte della Sposa (Chiesa) che al ritorno di Gesù sarà rapita per essere con Lui e regnare mille anni e restaurare ogni cosa.

L’essere stato salvato però, non può essere considerato uno stato di diritto, ma possiamo paragonarlo solo come un documento provvisorio di soggiorno.

 III.        Voglio far parte  di quel gruppo di persone che come dice 1Tess. 4:13-16 (Non vogliamo poi lasciarvi nell'ignoranza, fratelli, circa quelli che sono morti, perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza. 14 Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui. 15 Questo vi diciamo sulla parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti. 16 Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell'arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; 17 quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell'aria, e così saremo sempre con il Signore.)

Ancora in 1Corinti 15:51-52 (Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati, 52 in un istante, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati.) 

Io ci voglio essere, voglio essere pronto al suon dell’ultima tromba, voglio avere la mia lampada accesa aspettando lo Sposo. Per tale motivo voglio, con tutte le mie forze spirituali, naturali e con tutta la mia forza fisica arrivare a quel giorno, dovessi anche per tale scopo versare il mio sangue. La Bibbia dice ancora in Marco 12:30 (Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la mente tua, e con tutta la forza tua). Queste sono buone ragioni per produrre in noi tanta energia spirituale e fisica da combattere il peccato e resistere fino al sangue.

 

2.  Che cosa è peccato?

Peccato è tutto ciò che indebolisce, opprime e alla fine distrugge (uccide) la tua fede in Cristo Gesù.

-  È ciò che ti allontana dal Signore e dai suoi piani;

-  Il peccato ti cambia (il look) l’aspetto, ti mette addosso dei vestiti non adatti alla tua personalità in Cristo;  

- Ti cambia anche nel volto, come se ti truccasse, ti mette una maschera, ti toglie la luce di Dio dagli occhi e ti fa sentire e apparire agli altri, come un’altra persona;

-  Anche se sei e rimani sempre figlio di Dio, il peccato ti vuole convincere del contrario, che non lo sei.

Isaia 43:1-4 (Ma ora così parla il SIGNORE, il tuo Creatore, o Giacobbe, colui che ti ha formato, o Israele! Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! 2 Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà, 3 perché io sono il SIGNORE, il tuo Dio, il Santo d'Israele, il tuo salvatore; io ho dato l'Egitto come tuo riscatto, l'Etiopia e Seba al tuo posto. 4 Perché tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo …)

 

3.  Cosa significa resistere contro il peccato fino al sangue?

Dobbiamo necessariamente spogliarci degli abiti vecchi, peccati vizi, atteggiamenti sbagliati, concupire con la mente, che biblicamente non vuol dire solo desiderare ardentemente la donna di altri o riferito a piaceri sessuali, ma concupire è da intendersi nel senso più ampio del termine. Difatti nei dieci comandamenti in Esodo 20:17 è scritto: (Non concupire la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna del tuo prossimo).  Il desiderio morboso, incontrollato e smisurato ci porterà senza alcun dubbio a commettere degli errori ed infine a peccare.

 In  Matteo 22:1-14  Parabola delle nozze (Gesù ricominciò a parlare loro in parabole, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un re, il quale fece le nozze di suo figlio. 3 Mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze; ma questi non vollero venire. 4 Mandò una seconda volta altri servi, dicendo: "Dite agli invitati: Io ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono ammazzati; tutto è pronto; venite alle nozze". 5 Ma quelli, non curandosene, se ne andarono, chi al suo campo, chi al suo commercio; 6 altri poi, presero i suoi servi, li maltrattarono e li uccisero. 7 Allora il re si adirò, mandò le sue truppe a sterminare quegli omicidi e a bruciare la loro città. 8 Quindi disse ai suoi servi: "Le nozze sono pronte, ma gli invitati non ne erano degni. 9 Andate dunque ai crocicchi delle strade e chiamate alle nozze quanti troverete". 10 E quei servi, usciti per le strade, radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni; e la sala delle nozze fu piena di commensali. 11 Ora il re entrò per vedere quelli che erano a tavola e notò là un uomo che non aveva l'abito di nozze. 12 E gli disse: "Amico, come sei entrato qui senza avere un abito di nozze?" E costui rimase con la bocca chiusa. 13 Allora il re disse ai servitori: "Legatelo mani e piedi e gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti". 14 Poiché molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti). È evidente che se ci spogliamo dobbiamo vestirci di altri abiti degni della nuova identità in Cristo, quali il ravvedimento completo del nostro cuore, la santità, l’amore, la gioia, la pace, il perdono, la mansuetudine, la bontà ecc.

Una curiosità è che, per vincere delle battaglie spirituali dobbiamo anche soffrire fisicamente, quasi a voler sottolineare che non c’è divisione fra il mio spirito, anima e corpo. Lottare e resistere fino al sangue, comporta il coinvolgimento di tutto il nostro essere.

 

4.  Vedere il peccato.

Abbiamo accettato la Parola di Gesù nel nostro cuore, ma tolleriamo e non facciamo caso o non vogliamo farci caso, di azioni, pensieri o altro, di chiara origine peccaminosa. Per esempio se dovessi chiedervi: “di che segno sei?” Sono sicuro che alcuni di voi mi darebbero la risposta giusta, perché sicuramente vi hanno insegnato come fare per capire a quale segno zodiacale si appartiene. Ecco appartenere. Allora vi rifaccio la domanda: “A chi appartieni?”. Ora se la tua risposta è: ”Gesù”, allora non puoi guardare o leggere  l’oroscopo, ossia il tuo futuro immediato e comportarti di conseguenza. Sento spesso dire a cristiani che credono fermamente in Cristo Gesù, “che male c’è se ogni tanto leggo l’oroscopo?”. Se abbiamo posto la nostra fede in Gesù siamo sicuri che ogni giorno Egli preparerà per i suoi figli, cioè noi, delle benedizioni.

Noi non abbiamo bisogno di pseudo promesse che sono un evidente legame con le tenebre, la magia e l'occultismo e che per la Parola di Dio rappresentano peccati eclatanti.Così anche in altri settori della nostra vita, essere superficiali senza chiederci cosa ne pensa il Signore, può essere pericoloso per la nostra stessa salvezza. Per vedere il peccato dunque bisogna necessariamente confrontare tutto alla luce della Parola di Dio.

 

5.  Avere gli occhi di Dio.

Per conoscere e riconoscere  il peccato dobbiamo avere delle lenti spirituali particolari. Se di notte non c’è luce, abbiamo bisogno necessariamente di lenti particolari ad infrarossi. Normalmente non potremo notare nulla, ma con l’attrezzatura adatta, potremo scoprire che forse dove credevamo di essere soli, ci sono tanti altri che solo grazie alle nuove lenti, noi abbiamo scorto.  Chissà se poi coloro che  sono presenti sono amici o nemici. In genere se qualcuno si nasconde non ci è amico. L’essere nascosto preclude una attività non chiara, oscura non si capisce bene che intenzioni abbia. Chi è o cosa è, i suoi contorni sono sfocati, perché non vuole essere identificato. Sa che nel momento in cui noi riusciremo a comprendere chi è, realizzeremo le sue intenzioni mandando in fumo i suoi loschi piani. Il Signore invece lo conosce molto bene, è certo davanti a Lui il maligno non può nascondersi. La luce di Dio palesa ogni cosa e le tenebre e ogni attività tenebrosa è bandita dalla sua presenza. Avere gli occhi di Dio vuol dire conoscere i piani del Signore, da dove veniamo e dove stiamo andando. La conoscenza nel Signore, ci aiuterà a comprendere meglio il perché di tanto accanimento da parte di satana nel attaccare per distruggere tutti coloro che vogliono seguire Dio. In realtà il diavolo non ha dichiarato guerra ai cristiani, ma al Signore e sa che colpendo i figli colpirà indirettamente il Padre nostro.

 

6.  Il peccato è subdolo.

Non lo si può riconoscere subito. Bere un caffè o mangiare un pezzo di dolce o lo stesso cibarsi, non è peccato, ma la Parola parla di “beoni e ghiottoni” esagerazioni che certo non aiuteranno a crescere in santità.

Luca 21:34-36 (Or fate attenzione che talora i vostri cuori non siano aggravati da gozzoviglie, da ubriachezza e dalle preoccupazioni di questa vita, e che quel giorno vi piombi addosso all'improvviso. 35 Perché verrà come un laccio su tutti quelli che abitano sulla faccia di tutta la terra. 36 Vegliate dunque, pregando in ogni tempo, affinché siate ritenuti degni di scampare a tutte queste cose che stanno per accadere e di comparire davanti al Figlio dell'uomo).

Il figliol prodigo ritornando dal Padre confessò il suo peccato. Luca 15:17-21(Allora, rientrato in sé, disse: "Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! 18 Io mi alzerò e andrò da mio padre, e gli dirò: 'Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: 19 non sono più degno di essere chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi servi”. 20 Egli dunque si alzò e tornò da suo padre. Ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione; corse, gli si gettò al collo e lo baciò. 21 E il figlio gli disse: "Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: non sono più degno di essere chiamato tuo figlio")

Peccato” che prima dell'esperienza vissuta lontano da casa, non vedeva. Qualcuno potrà obiettare, perché non avendo commesso nessun peccato, non poteva ne riconoscerlo ne pentirsi. Quale è dunque il peccato o l’atteggiamento di cui il giovane si è pentito? Non certo nel aver dissipato tutta la sua parte d’eredità in dissolutezza, ma nell’essere stato lontano dal Padre, nel non aver creduto in lui. Nel ritenersi capace di vivere senza la sua benedizione. Pentendosi egli si è sottomesso al padre, accettando e riconoscendo la sua guida che prima non vedeva.

 

7.  Il peccato non è fuori di noi.

Il peccato non è fuori di noi, esso si forma e si sviluppa in noi. Matteo 5:28 (Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.)

Oggi noi uomini (ma allo stesso modo vale anche per le donne), dovremmo camminare con le bende agli occhi, abbiamo appena schivato una pubblicità con immagini scabrose, che notiamo per le strade donne vestite in maniera succinte. Abbiamo peccato perché la luce di tali immagini, attraverso le finestre del nostro corpo, ossia gli occhi, sono arrivate nella nostra mente, ma non nel nostro cuore? Qualcuno una volta disse: "non posso impedire agli uccelli di volare sulla mia testa, posso però impedire che essi costruiscano il nido". Non possiamo impedire ad immagini, pensieri o cose simili di vagare nel nostro cervello, possiamo invece impedire che possano occupare impropriamente il nostro cuore.Proverbi 4:23 (23 Custodisci il tuo cuore più d'ogni altra cosa, poiché da esso procedono le sorgenti della vita)Come non possiamo riempirci di regole e regolette per evitare di commettere dei peccati che possono offendere il nostro Signore. Quali per esempio non guardare, non sentire, non andare, non fare ecc. se siamo in Cristo siamo liberi da leggi o regole che siano, difatti è scritto in Galati 5:13 (Perché, fratelli, voi siete stati chiamati a libertà; soltanto non fate della libertà un'occasione alla carne, …).

 

8.  Il peccato non è una montagna da scalare.

Il peccato non è una montagna da scalare e dopo di che è tutto in discesa. Voglio dire che se lo cataloghiamo come fosse un ostacolo da vincere e superare ci stiamo sbagliando di grosso, ponendo tutta la nostra vita spirituale in serio pericolo. Ebrei 12:1-2 (Anche noi, dunque, poiché siamo circondati da una così grande schiera di testimoni, deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, 2 fissando lo sguardo su Gesù,…).

Alcuni credenti lottano, pregano, digiunano, resistono per poter vincere un peccato, sono anche liberati per imposizioni di mani, non sentono più tale legame, dentro di loro, sono gioiosi e liberi, perché Gesù e la Sua potenza ha loro tolto il peso di quei peccati. Hanno la certezza dell’essere stati salvati per la grazia di Dio, ma erroneamente credono che quel legame, atteggiamento, pensiero maligno non potrà può scalfire il cuore della nuova creatura. 1Pietro 5:8-9 (Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare. 9 Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze affliggono i vostri fratelli sparsi per il mondo).

Pensiamo invece alla nostra vita spirituale, come ad una pianta, ad un albero, che superando momenti difficili si fortifica e con le vittorie ottenute diventa stabile, robusto dove anche il vento forte o una bufera non potranno smuoverlo. Difatti il verso che segue in 1Pietro 5:10 dice: (Or il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, dopo che avrete sofferto per breve tempo, vi perfezionerà egli stesso, vi renderà fermi, vi fortificherà stabilmente).

 

9.  Peccare o non peccare è una scelta della nostra volontà.

Quando abbiamo accettato Gesù in noi, Egli ci ha ripulito e liberati ridandoci la capacità di scegliere. Ha tolto il potere al maligno che ci costringeva a fare quello che non volevamo e ha rimesso il nostro cuore nelle nostre mani. Per gratitudine e per amore abbiamo quindi chiesto al Signore di governare il nostro cuore.

Il passaggio, cioè porre la Parola di Dio al centro del nostro cuore, però non è sempre così semplice in quanto ci son cose dentro noi che non conosciamo bene al momento del nostro ravvedimento. Così come possiamo notare dell’Ap. Pietro che nonostante fosse già una colonna della prima Chiesa e gli anni trascorsi con Gesù, veniva ripreso dall’Ap. Paolo circa un atteggiamento di ipocrisia.

Galati 2:11-13  (Ma quando Pietro venne in Antiochia, io gli resistei in faccia, perché era da riprendere. 12 Infatti prima che venissero alcuni da parte di Giacomo, egli mangiava con i gentili; ma quando giunsero quelli, egli si ritirò e si separò, temendo quelli della circoncisione. 13 E anche gli altri Giudei fingevano assieme a lui, tanto che anche Barnaba fu trascinato dalla loro ipocrisia.)

Perché l’ipocrisia ha giocato questo brutto scherzo a Pietro? Nella sua mente prima di avere un comportamento simile, avrà avuto certamente un combattimento interiore, scegliendo alla fine quella opzione vergognosa, visto la sua statura in Cristo. Importante è per noi nati di nuovo, poter avere una buona valutazione dei propri limiti per poter rafforzare le zone del nostro cuore ove la volontà risulta più debole.       1 Corinzi 6:12 (Ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa è vantaggiosa; ogni cosa mi è lecita, ma non mi lascerò dominare da cosa alcuna).

La volontà e forza di volontà non sono la stessa cosa, noi generalmente le confondiamo e non le distinguiamo. In realtà potremmo definirli come l’automobile e la benzina. Dove l’auto è la volontà, mentre la forza di volontà è la benzina. Essa si muove solo se c’è carburante nel serbatoio. Il carburante della volontà è la fede in Gesù, che rappresenta la vera forza-motrice della volontà. Gesù disse ai suoi discepoli:                                   Matteo 26:41 (Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole).

È facile cadere in tentazioni, perché la volontà può essere manipolata a seconda del carburante che mettiamo nella macchina. Se nutriamo il nostro spirito con preghiera, meditazione della Parola, se cerco di fare anche esercizi fisici, quali digiuni o altro che sottomettono la volontà della anima a quella della spirito, allora avremo la completa padronanza della nostra persona, sceglieremo così la via giusta in ogni situazione. In alternativa le influenze della società intorno a noi contribuiranno a fornire la nostra macchina (volontà) di un altro carburante, spingendoci a fare scelte secondo la carne (anima) e non secondo lo spirito.

 

10.  Effetti collaterali.

Forse noi non consideriamo a volte, che il nostro vivere in Gesù, in modo superficiale può essere la causa ed il motivo, per cui il Signore non può benedirci. Fino a che non avremo imparato la lezione o vinto atteggiamenti e prese di posizioni sbagliate, sarà come avere sulle nostre vite, delle nuvole che impediranno ai raggi del sole, di giungere fino a noi, ovvero le benedizioni del Signore non arriveranno mai se non cambiamo.

Leggiamo alcuni versi:

- Isaia 59:1-2 (Ecco, la mano dell'Eterno non è troppo corta per salvare, né il suo orecchio troppo duro per udire. 2 Ma le vostre iniquità hanno prodotto una separazione fra voi e il vostro DIO, e i vostri peccati hanno fatto nascondere la sua faccia da voi, per non darvi ascolto). 

- 1Pietro 3:7 (Anche voi, mariti, vivete insieme alle vostre mogli con il riguardo dovuto alla donna, come a un vaso più delicato. Onoratele, poiché anch'esse sono eredi con voi della grazia della vita, affinché le vostre preghiere non siano impedite).

- Malachia 3:8-10 (L'uomo può forse derubare Dio? Eppure voi mi derubate. Ma voi dite: "In che cosa ti abbiamo derubato?" Nelle decime e nelle offerte. 9 Voi siete colpiti da maledizione, perché mi derubate, voi, tutta quanta la nazione! 10 Portate tutte le decime alla casa del tesoro, perché ci sia cibo nella mia casa; poi mettetemi alla prova in questo», dice il SIGNORE degli eserciti; vedrete se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi tanta benedizione che non vi sia più dove riporla).

- Matteo 18: 19-20 (E in verità vi dico anche: se due di voi sulla terra si accordano a domandare una cosa qualsiasi, quella sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli. 20 Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro).

Studio del past. Crocitto condiviso al  "Seminario Ecumenico"   Bari  23.09.2017

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