Associazione

Pred. 16/09/2012  pastore Enzo Fasciano

Rapporto padre-figlio

Giobbe 1:1-5
 C'era nel paese di Uz un uomo chiamato Giobbe. Quest'uomo era integro e retto, temeva DIO e fuggiva il male. Gli erano nati sette figli e tre figlie. Inoltre possedeva settemila pecore, tremila cammelli, cinquecento paia di buoi, cinquecento asine e un grandissimo numero di servi. Così quest'uomo era il più grande di tutti gli Orientali. I suoi figli solevano andare a banchettare in casa di ciascuno, nel suo giorno, e mandavano a chiamare le loro tre sorelle perché venissero a mangiare e a bere con loro.   Quando la serie dei giorni di banchetto era terminata. Giobbe li andava a chiamare per purificarli, si alzava al mattino presto e offriva olocausti secondo il numero di tutti loro, perché Giobbe pensava: "Può darsi che i miei figli abbiano peccato e abbiano bestemmiato DIO nel loro cuore". Così faceva Giobbe ogni volta.

I nostri figli sono dei doni dal cielo, è necessario benedirli, dire loro parole di incoraggiamento,  dobbiamo crescerli ed educarli non come noi vogliamo ma come Dio vuole! Quindi attenzione ad usare la nostra bocca, spesso si sentono parole di disprezzo verso i figli, così facendo abbatteremo la loro autostima facendoli diventare introversi o scontrosi. La nostra preghiera dovrà essere “Signore insegnami ad essere un vero papà”  , nutrendo i figli con la parola della Bibbia, pregando con loro e per loro,  iniziando sin  da piccolini. Lasciamoli nelle mani di Dio, santificandoli e benedicendoli sempre,  specie quando escono con i loro coetanei, poiché il genitore spesso non sa cosa faccia il figlio ma presentandoli al Signore vedremo le Sue benedizioni sulle loro vite!