Il cieco di Gerico
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1 ottobre 2025 Il cieco di Gerico messaggio del past. F. Crocitto
Leggiamo (Marco 10:46-52)
“Poi giunsero a Gerico. E come egli usciva da Gerico con i suoi discepoli e con una gran folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, cieco mendicante, sedeva presso la strada. E udito che chi passava era Gesù il Nazareno, iniziò a gridare e a dire: “Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!”. E molti lo sgridavano perché tacesse, ma quello gridava più forte: “Figlio di Davide, abbi pietà di me!”. Gesù, fermatosi, disse: “Chiamatelo!”. E chiamarono il cieco, dicendogli: “Fatti coraggio! Alzati! Egli ti chiama”. Allora il cieco, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne a Gesù. E Gesù, rivoltosi a lui, gli disse: “Che vuoi che io ti faccia?”. Il cieco gli rispose: “Rabbunì, che io recuperi la vista”. Gesù gli disse: “Va', la tua fede ti ha salvato”. E in quell'istante egli recuperò la vista e seguiva Gesù per la via.”
È incredibile quanto possiamo apprendere da questa piccola storia del cieco di Gerico. Bartimeo non poteva seguirlo, come facevano i discepoli e le grandi folle perché era cieco. Non era in grado di farlo da solo, non era autosufficiente, non era libero. La sua vita scorreva sempre alla stessa maniera. Qualche volta qualcuno lo accompagnava lì dove lui di solito si sedeva per elemosinare la pietà di chi passava da quella via. Altre volte non c'era nessuno che lo aiutasse e arrivava sul posto con molte difficoltà.
Lui non aveva i quattro amici che lo portavano da Gesù calandolo dal soffitto. Molto spesso la cecità la si vive nella solitudine. Gli altri non la notano perchè magari sono ciechi anche loro. Lui non era paralitico, lui si poteva muovere, ma la sua cecità lo limitava in tutto e la sua vita era misera e frustrante.
Non mi meraviglierei se Bartimeo avesse pregato Dio chiedendo di far passare un giorno Gesù da Gerico. Ed ecco quel giorno arriva. C'è un gran fermento nella città di Gerico, c’è il profeta che parla dell'amore di Dio, del perdono dei peccati, della guarigione fisica, ma non solo.. C'è Gesù! Ora quel Gesù di cui aveva sentito parlare è vicino a lui e senza perdere tempo prega il Signore: “Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me”. Alcuni lo sgridavano, probabilmente non vedendo alcuna reazione la parte di Gesù, erano convinti che il Signore non volesse ascoltarlo, ma Bartimeo grida più forte.
Ci son alcuni aspetti che vorrei analizzare con voi oggi.
1) - Or avendo udito
Questa frase mi ha portato alla lettera ai Romani della Apost. Paolo che dice: “Come dunque invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? E come udranno, se non c'è chi predichi? E come predicheranno, se non sono mandati? Com'è scritto: “Quanto sono belli i piedi di quelli che annunciano buone novelle!”
… Così la fede viene dall'udire e l'udire si ha per mezzo della parola di Cristo. (Romani 10:14-17)
Persone gli avevano raccontato di questo profeta che in ogni città predicava e guariva tutti i malati e alcune volte resuscitava i morti, Questi erano dei testimoni di Gesù che hanno toccato il cuore di Bartimeo e lui aveva conservato nel suo cuore questo seme della Parola, come un seme prezioso che messo sotto terra al momento giusto comincia a spuntare e dal buio comincia a scorgere la luce del sole.
Ebbene la Parola, questo messaggio di amore, di abbraccio Paterno da parte di Dio, predicato da Gesù, è stato per Bartimeo un dono prezioso, un gioiello che lui ha conservato bene nel suo cuore e ha voluto a tutti i costi il contatto con Gesù.
Ecco quanto è importante per noi che abbiamo conosciuto Gesù, raccontare ad altri, che ancora non lo conoscono o potremmo dire che sono ancora non vedenti, delle meravigliose promesse di Dio, del Suo amore e della salvezza per mezzo del Signore Gesù. È necessario quindi che chi ha creduto nel Signore, possa trasmettere a quanti non lo conoscono, il desiderio di incontrare Dio per essere guariti e liberati.
In (Prov. 27:17) dice: "Il ferro si pulisce(*) col ferro"; Così l'uomo pulisce la faccia del suo prossimo. (Versione Diodati 1885). Sapete ho trovato diverse interpretazioni a questo verso, ma ritengo questa, l’unica che ci può dare la vera dimensione del significato. Mi son chiesto, oggi non c’è più bisogno che altri ci puliscano il viso, in quanto ognuno fa da solo. Cioè ci si pulisce la faccia senza l’ausilio di qualche altro che ci aiuti. Anche se, quando un attore o attrice dev’essere truccato si ha bisogno di altri. Ma consideriamo che nell’antichità non c’erano specchi e ci specchiava su lamiere di argento, rame e materiali simili lucidati, non facili da reperire e molto costosi. Risultava più semplice che un altro potesse pulire il volto del prossimo. Se possiamo pulire la faccia di qualcuno lo aiuteremo a vedere meglio.
(*) forbire significa pulire restituendo la primitiva lucentezza.
2) - Bartimeo ha creduto
Un altro aspetto del racconto appena letto è che Bartimeo aveva creduto alla parola dai racconti uditi dalle persone, le quali erano dei testimoni oculari. Se parli di Gesù per sentito dire la tua testimonianza sarà debole. Per toccare il cuore di un'altra persona devi aver visto il Signore operare miracoli, devi toccare tu per prima il cuore di Dio.
Si, Bartimeo era un credente, era un ebreo, credeva in Dio, credeva nella torah, credeva nelle leggi di Mosè, ma era anche uno che ha creduto alla venuta di Gesù, del Cristo, del Messia.
Dal racconto si evince che conosceva Gesù, sapeva chi era. Aveva sentito parlare di Gesù e dei miracoli che Egli faceva in tutte le città che visitava, ma non aveva mai avuto un contatto diretto, ravvicinato con lui, il Signore.
Forse molti hanno seguito Gesù solo perché attratti dai miracoli, dal fatto che a volte lui li abbia sfamati con i pani e con i pesci, ma l'opera di Gesù va ben oltre questa visione naturale e materiale che gli uomini possono intravedere o percepire. La vera missione di Gesù è quella di portare un messaggio nuovo non più occhio per occhio, dente per dente, ma un messaggio di perdono del Padre che va incontro al figliol prodigo e va incontro correndo mentre il figlio ritorna alla casa del Padre. Questo messaggio è il messaggio cuore della venuta di Gesù. É un nuovo messaggio che viene da parte di Dio e attraverso Gesù riconosciamo, l'amore il perdono e soprattutto la salvezza. Gesù è un ponte per noi. Gesù è la nuova vita per noi e Bartimeo quando sente che Gesù è vicino, comincia a gridare e a gridare così forte perché vuole essere sentito. Vuole attirare l'attenzione di quel Gesù, di quel profeta, del Messia. Egli è felice e crede in Gesù. Vorrebbe poter ricevere dal Signore la guarigione, la libertà da quella prigione che era la sua cecità. Dio non vuole coloro che credono in Lui e basta. La scrittura d
3) - Il cieco grida una volta è una seconda volta più forte
Il Signore non risponde se tu per primo non sei convinto di volerLo conoscere. (Proverbi 2:4-5) dice: “…se la cerchi come l'argento e ti dai a scavarla come un tesoro, allora comprenderai il timore dell'Eterno, e troverai la conoscenza di Dio.…”
Spesso sento dire che da alcuni: Io credo cerco Dio, ma non ricevo risposta. Ora potresti intuire ‘il perché’ il Signore non ti risponde? Devi andare contro tutti quelli che vorranno impedirti di avere un contatto, ma è quella la comunione che il Signore vuole. Una vera e profonda relazione tra te e Lui. Una comunione tra padre e figlio. Difatti vediamo nel racconto che alcuni sgridavano Bartimeo. Le voci che oggi potresti sentire potrebbero essere: “lascia stare non ti non ti sforzare più di tanto vedi Dio non ti risponde”.
4) - Getta il mantello
Gesù lo chiama a differenza di coloro che pensavano il contrario. La prima cosa che egli fa è gettare il mantello. Cioè si libera di tutto ciò che poteva impedirgli di andare dal Signore. Un altro aspetto che non sottovaluterei è la zavorra di certezze ideologiche, convinzioni e tradizioni, che ci trasciniamo sempre con noi. Quasi rappresentassero la nostra garanzia per cadere sì, ma sempre in piedi. Comunque cadiamo!!!
Da ragazzo all’inizio del mio percorso di fede sentivo forte il desiderio di seguire Cristo in maniera radicale. In momenti della mia vita, per esempio alla leva militare, avevo visto come Dio era intervenuto rispondendo concretamente a dei miei quesiti, ma nonostante tutto non riuscivo a liberarmi di tradizioni varie e concetti tipo “Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”. (Antoine-Laurent de Lavoisier) Era come se avessi le ali per volare sul ciglio di un burrone, ma avessi ancora un piede legato ad un albero. “Così se dovesse andare male potrei tornare indietro, pensavo.”
Quando il Signore ti chiama devi abbandonarti completamente a Lui. Perché sai che il Signore e dal Signore verrà solo amore per te e benedizioni terrene ed anche eterne.
5) - Che vuoi che io ti faccia?
Nonostante Gesù l'abbia chiamato, nonostante sapesse che era cieco, perché era palese, il Signore gli chiede lo stesso: “… che vuoi che Io ti faccia” . È sbagliato pensare che Dio sa quello di cui ora ho bisogno perciò è inutile chiederlo e poi applicare lo stesso atteggiamento a tutta la sfera della nostra vita. Il Signore non risponde ad una richiesta non fatta. Difatti Egli risponde alle preghiere una per una, perché tu porrai la tua fede in tale richiesta e perché l'avrai fatta con tutto il tuo cuore.
Bartimeo disse: “Maestro che io recupero la vista”. Difatti a dimostrazione di ciò, Gesù risponde: "… va la tua fede Ti ha guarito."
6) - Maestro che io recupero la vista.
Egli era cosciente della sua infermità, dei suoi limiti, della sofferenza giornaliera. Or noi non sappiamo se Bartimeo fosse nato cieco o è diventato cieco per malattie, disgrazia o vecchiaia. Sta di fatto che egli anelava e bramava la guarigione. Ricercare, bramare, volere con determinazione, è il primo e fondamentale ingrediente per poter ottenere qualche risposta o altro da Dio.
Leggiamo (Luca 4: 14-19) "Lo Spirito del Signore è sopra di me, perché mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi, e per predicare l'anno accettevole del Signore".
Gesù è venuto per dar la vista ai ciechi, si ma quali ?
Leggiamo (Matteo 15:14) "Lasciateli; sono ciechi, guide di ciechi; e se un cieco guida un altro cieco, ambedue cadranno nella fossa". Gesù quindi non è venuto a guarire solo i ciechi, che non vedono fisicamente, è venuto per guarire i ciechi spirituali. L'apostolo Paolo quando perseguitava i primi discepoli di Gesù, pensava di far cosa gradita a Dio. In realtà quando poi verrà fermato da Gesù stesso, egli dirà: "Chi sei Signore?" (Atti 9:5). Cioè, in altre parole: pensavo di fare la tua volontà o Dio, invece tu mi hai bloccato. La caduta di scaglie dagli occhi suoi, alcuni giorni dopo quando Anania andò a pregare per lui è la dimostrazione della sua cecità spirituale o come vogliamo chiamarla anche morale. Alcune persone sono convinte di agire bene, anche nel nome del Signore, ma in realtà Dio vorrebbe tutt'altro.
Ma ritorniamo a noi alla storia di Bartimeo.
Se non sono cosciente di avere una malattia o un deficit, come posso chiedere a Dio la grazia, la guarigione? E per giunta una guarigione è una grazia richiesta con forza? Gesù è venuto per liberarci dalla cecità dell'odio, del rancore, della rabbia, della depressione, della disperazione, dalla cecità della morte spirituale. II fatto è che se rimaniamo in tale condizione, non cercheremo mai di esserne guariti e liberati da questa invalidità morale e spirituale. Può esserci anche, non la totale cecità, ma forse solo miopia di alcune cose o situazioni e concetti.
Quando nelle famiglie non si insegnano più il timore di Dio ed il ricercarlo, non si è ciechi o forse miopi? Cioè, si fa tanto per i propri figli dando loro tutte le attenzioni dovute, ma non si riesce a vedere la mancanza in loro dell'insegnamento Cristiano. A volte la giustificazione dei più, è: questa è un'altra epoca, un'altra generazione. Non sono come eravamo noi. Lo stesso, quando a poco a poco, non si frequenta più il culto o la messa, il venire in chiesa, non si sta dando così un esempio sbagliato da imitare?
La cecità da cui Dio vuole liberarci e che ci rende schiavi di ciò che non riusciamo più a comprendere, non è solo per una malformazione fisica, ma piuttosto una condizione di blocco mentale, di fossilizzazioni concettuali, di posizioni ancorate in una secca marina ove la nostra nave (vita) viene sballottata da ogni vento di dottrina fino allo sfacelo totale della stessa. E quando parlo di dottrine, non mi riferisco solo a dogmi religiosi, ma anche al seguire i vari modi di pensare.
La condizione di handicap del cieco pone lo stesso e lo spinge ad una continua ricerca di quella libertà, autonomia, autosufficienza, importantissime per poter vivere una vita degna di essere chiamata tale. In altre parole se non riconosco la mia cecità, l’essere miope o limitato nelle mie azioni, non cercherò mai il modo per essere libero.
Per questo motivo Gesù ha detto in (Giovanni 8: 31) “Conoscerete la verità è la verità vi farà liberi”, otterrete la libertà, giungerete alla libertà attraverso la verità, ma chi è la verità?
Gesù, la Parola questa è la verità.
7) - Egli recuperò la vista e seguiva Gesù per la via.
Per seguire Gesù è indispensabile vederci bene, avendo gli occhi liberi da qualsiasi impedimento.
"Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell'occhio tuo c'è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello." (Matteo 7:1-5)
Amen.


Gesù disse loro: «Voi tutti sarete scandalizzati perché è scritto: "Io percoterò il pastore e le pecore saranno disperse". Ma dopo che sarò risuscitato, vi precederò in Galilea».
Allora Pietro gli disse: «Quand'anche tutti fossero scandalizzati, io però non lo sarò!»
Gesù gli disse: «In verità ti dico che tu, oggi, in questa stessa notte, prima che il gallo abbia cantato due volte, mi rinnegherai tre volte».
Ma egli diceva più fermamente ancora: «Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò».
Lo stesso dicevano pure tutti gli altri. (Marco 14: 27-31)
Nella prima parte di questa pericope, notiamo come i discepoli non hanno chiaro quali siano i loro limiti spirituali. Sono come dei ragazzi adolescenti che per l’entusiasmo del momento dicono cose che non potranno mantenere.
Così anche nelle chiese possiamo trovare tanti credenti sinceri, ma con un livello spirituale da adolescenti. Per tale motivo è preferibile non dichiarare o vantarsi di fatti od azioni che non si potranno mantenere, quando si presenterà l’occasione. Io definirei il livello dei discepoli paragonabile a bambini nello spirito, nonostante i tre anni trascorsi col Maestro, i miracoli di cui sono stati testimoni e dei miracoli da loro stessi operati alle persone. È evidente che un dono dello spirito non ci qualifica come uomini e donne profondi nello spirito e nelle cose del Signore.
Il Signor Gesù stesso in una delle sua prediche avvertiva che alcuni pur avendo fatto molti miracoli e liberazioni alle persone, non erano ritenute degne di stare con Lui per l’eternità. Matteo 7:21 «Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 22 Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demoni e fatto in nome tuo molte opere potenti?" 23 Allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!".
Ma torniamo alla nostra riflessione. Marco 14:32 Poi giunsero in un podere detto Getsemani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedete qui finché io abbia pregato». 33 Gesù prese con sé Pietro, Giacomo, Giovanni e cominciò a essere spaventato e angosciato. 34 E disse loro: «L'anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate».
Non ho mai sentito parlare Gesù in questi termini, Egli non ha mai parlato della morte come qualcosa che lo potesse riguardare. Colui che è la luce, la vita non si era mai preoccupato delle tenebre ne della morte. Le sue prediche e i suoi miracoli inneggiavano la vita. Per la prima volta Gesù sperimenta la tristezza mortale. Percepisce in se, che la grazia, la protezione, la benedizione del Padre si stava lentamente ed inesorabilmente allontanando da LUI. Nella sua esistenza terrena, non aveva mai conosciuto una sofferenza simile. La sua santità e il suo essere senza peccato, gli aveva donato una posizione privilegiata nella gioia, nella pace.
35 Andato un po' più avanti, si gettò a terra; e pregava che, se fosse possibile, quell'ora passasse oltre da lui. 36 Diceva: «Abbà, Padre! Ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però, non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi». 37 Poi venne, li trovò che dormivano e disse a Pietro: «Simone! Dormi? Non sei stato capace di vegliare un'ora sola? 38 Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole». 39 Di nuovo andò e pregò, dicendo le medesime parole. 40 E, tornato di nuovo, li trovò che dormivano perché gli occhi loro erano appesantiti; e non sapevano che rispondergli.
Ora non si sente più la voce dal cielo che dice “ Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto”. Il contatto col Padre era così speciale e forte, da farsi sentire da tutti coloro che assistettero al suo battesimo da Giovanni Battista.
Il silenzio adesso invece è tombale. È l’unica preghiera, fatta da Gesù, che Dio Padre non gli esaudisce, gli manda solo un angelo per aiutarlo. Luca 22:43 Allora gli apparve un angelo dal cielo per rafforzarlo.
La sua luce e la sua vita, stanno diventando tenebre e morte, la non reazione da parte dei discepoli per tre volte chiesta, diviene certezza del momento raggiunto, quasi possiamo affermare che Dio gli risponde indirettamente attraverso il sonno di Pietro e gli altri. Il Padre non può più comunicare con il Figlio, c’è un’interruzione. Le tenebre piano piano stanno avvolgendo Gesù, il peso dei peccati dell’umanità e le relative maledizioni, lo rendono vulnerabile e scoperto, non ha più l’immunità (volendo usare un termine attuale).
Marco 14:41 Venne la terza volta e disse loro: «Dormite pure, ormai, e riposatevi! Basta! L'ora è venuta: ecco, il Figlio dell'uomo è consegnato nelle mani dei peccatori. 42 Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce è vicino».
Si è ormai reso conto che l’ora, il motivo per cui era venuto al mondo e che insieme al Padre aveva pianificato, si stava materializzando in quel momento. Lui senza peccato prendeva i peccati del mondo, Lui che è luce doveva ricoprirsi di tenebre e morte.
Molti quando leggono che il Signore ha sudato sangue, interpretano come una paura effettiva del morire, paragonandola a quella stessa dell’uomo, ma non considerano che Colui che ha minimizzato la morte naturale, relegandola ad un momento, un passaggio temporaneo e che ha sottolineato l’importanza di non peccare per non essere distaccati da Dio, potesse avere come unica preoccupazione la separazione dalla santità di Dio Padre.
Il nemico l’avrebbe portato in casa sua (soggiorno dei morti), credendolo vinto e soggiogato, dove la luce del Padre, quindi il suo aiuto non sarebbero mai arrivati. Il diavolo credeva che Gesù sarebbe rimasto intrappolato e preda della rete dei peccati presi, per l’eternità. Ma aveva dimenticato un particolare, che la morte è il giusto salario di chi commette peccato. Per questa ragione non essendo Gesù l’autore materiale dei peccati, non poteva ricevere la morte, anzi non lo ha potuto imprigionare e ne trattenere, attestando in quella situazione l’incapacità della morte di regnare su Gesù e allo stesso tempo il Signore conquista un luogo dove il nemico era sicuro di non poter essere spodestato.
Salmo 139:7 Dove potrei andarmene lontano dal tuo Spirito,
dove fuggirò dalla tua presenza?
8 Se salgo in cielo tu vi sei;
se scendo nel soggiorno dei morti,
eccoti là.
Profeticamente Davide aveva già visto la vittoria del Signore sulle tenebre. La luce ha vinto le tenebre, è questa la nostra certezza in Gesù. È questo il messaggio che noi credenti siamo chiamati a comunicare al mondo, questa è la Pasqua. Vinciamo le tenebre che ancora vivono in noi con la luce di Gesù. Il Signore benedica tutti coloro che fanno rivivere con la Parola, Gesù nei loro cuori.
Messaggio del 01-12-2018 Past. F. Crocitto
- Buon 2026 -
"Il SIGNORE ti benedica e ti protegga!
Il SIGNORE faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio!
Il SIGNORE rivolga verso di te il suo volto e ti dia la pace!"
(Numeri 6:24-26)
La redazione: "Parole di Vita"

Nonostante questa mia poesia abbia già più di ventitre anni, eppure il messaggio è ancora valido purtroppo, la speranza ancora viva.